Il ministro Jonathan Reynolds difende la linea del governo britannico nei confronti dell’Unione europea: concentrarsi sugli scambi commerciali, senza riaprire la questione dell’adesione. Intervistato da POLITICO durante il congresso laburista, il ministro delle Attività produttive ha sostenuto che il dibattito sul rientro rischia di alimentare l’incertezza per le imprese.
Secondo Reynolds, gli interessi di cittadini e aziende possono essere tutelati meglio attraverso un approccio pragmatico, volto a migliorare le condizioni del commercio con Bruxelles. Il ministro ha respinto anche l’ipotesi di tornare in un’unione doganale: a suo giudizio, aggiungerebbe pochi vantaggi agli accordi esistenti e comporterebbe obblighi di allineamento normativo.
Le dichiarazioni arrivano mentre nel Labour tornano a emergere posizioni favorevoli a un riavvicinamento più ambizioso. Tony Blair ha pubblicato un documento che propone il ritorno del Regno Unito in un’Unione «riformata» entro il prossimo decennio. Andy Burnham ha invece lasciato aperta la possibilità di inserire l’adesione nel programma laburista per le prossime elezioni.
Reynolds non ha escluso un rientro in un futuro più lontano, ma ha evitato di pronunciarsi, richiamando l’incertezza sull’evoluzione politica dell’UE, soprattutto in Germania e Francia. Ha inoltre rivendicato una maggiore efficacia della regolamentazione britannica in settori come quello tecnologico.

