Il Giappone aderisce a Horizon Europe: ricercatori e imprese potranno accedere ai finanziamenti UE

Tokyo diventa il 23° Paese associato al programma europeo per la ricerca e l'innovazione. Gli enti giapponesi potranno partecipare e coordinare consorzi internazionali a parità di condizioni con quelli dell'UE, con accesso ai bandi del Pilastro II dedicato alle sfide globali e alla competitività industriale.

Il Giappone entra ufficialmente in Horizon Europe, il nono programma quadro dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione per il periodo 2021-2027, successore di Horizon 2020. L’accordo di associazione è stato firmato oggi (30 luglio) dall’ambasciatore presso la Missione del Giappone presso l’Unione europea a Bruxelles, Hamada Takashi, e dalla vicedirettrice generale per l’Innovazione, la prosperità e la cooperazione internazionale della Commissione europea (DG RTD), Maria Cristina Russo.

«La firma di oggi segna un’importante pietra miliare che consentirà a ricercatori, università, istituti di ricerca e aziende provenienti da Giappone ed Europa di unire conoscenze di livello mondiale e creare nuove innovazioni», ha dichiarato Takashi.

Con i suoi 123 milioni di abitanti, il Giappone diventa il Paese più popoloso associato a Horizon Europe e il 23° Stato a entrare nel programma, portando nella rete europea di cooperazione scientifica uno degli ecosistemi di ricerca e innovazione più avanzati al mondo.

L’accordo consente ai ricercatori e alle organizzazioni giapponesi di partecipare a Horizon Europe a parità di condizioni con quelli degli Stati membri dell’Unione europea e degli altri Paesi associati. A partire da oggi, infatti, gli enti giapponesi possono partecipare ai bandi collaborativi, coordinare consorzi multinazionali e ricevere direttamente i finanziamenti del programma europeo.

L’associazione riguarda in particolare il Pilastro II di Horizon Europe, dedicato alle “Sfide globali e competitività industriale europea”, che dispone di un budget di 52,4 miliardi di euro nell’ambito della dotazione complessiva del programma, pari a 95,5 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Si tratta del più vasto programma di ricerca transnazionale al mondo e finanzia progetti multinazionali di ricerca e innovazione dedicati a sfide quali il cambiamento climatico, l’energia, la salute e la trasformazione digitale.

I partecipanti giapponesi potranno inoltre accedere alle altre componenti di Horizon Europe aperte ai Paesi terzi, tra cui il pilastro “Scienza d’eccellenza”, “Europa innovativa” e le azioni Marie Skłodowska-Curie, che sostengono programmi di dottorato, percorsi post-doc e la cooperazione internazionale nel campo della ricerca.

I negoziati per l’adesione del Giappone si erano conclusi nel dicembre 2025. Da gennaio 2026 erano già in vigore disposizioni transitorie che consentivano agli enti giapponesi di presentare domanda ai bandi del Pilastro II e di essere valutati come potenziali beneficiari. L’associazione si fonda inoltre sulla partnership scientifica e tecnologica avviata tra Unione europea e Giappone nel 2011.

Secondo Maria Cristina Russo, «l’associazione è molto più che semplice finanziamento». Si tratta, ha spiegato, di «connettere i nostri ecosistemi di ricerca e innovazione, rafforzare il dialogo tra i responsabili politici e costruire partenariati duraturi basati su eccellenza, apertura e fiducia reciproca».

Anche la commissaria europea per le Start-up, la ricerca e l’innovazione, Ekaterina Zaharieva, ha accolto con favore l’ingresso del Giappone nel programma: «Il Giappone rafforza una comunità globale in crescita che crede che apertura, eccellenza e cooperazione internazionale siano essenziali per trasformare la ricerca in innovazione e l’innovazione in prosperità».