La politica di allargamento torna al centro della sessione plenaria del Parlamento europeo. Martedì gli eurodeputati discuteranno e mercoledì voteranno le relazioni annuali dedicate ai progressi compiuti da Serbia, Ucraina e Moldavia nel percorso di adesione all’Unione europea, in un momento in cui i negoziati hanno registrato nuovi sviluppi, in particolare per Kiev e Chişinău.
Il 10 luglio il Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri (Coreper) ha infatti approvato l’apertura del cluster 6, dedicato alle relazioni esterne, nei negoziati di adesione con Ucraina e Moldavia. La decisione rappresenta un ulteriore avanzamento del processo negoziale, dopo l’apertura del primo cluster dedicato ai cosiddetti “fondamentali”, e conferma l’intenzione dell’Unione di mantenere lo slancio sul percorso europeo dei due Paesi. Nella stessa riunione gli Stati membri hanno inoltre concordato la chiusura provvisoria di tre capitoli negoziali per l’Albania e di due capitoli per il Montenegro.
Per quanto riguarda la Serbia, la bozza di relazione del Parlamento europeo evidenzia invece come il percorso di adesione rimanga sostanzialmente in stallo. Gli eurodeputati esprimono preoccupazione per il persistente deterioramento dello Stato di diritto, l’elevata polarizzazione politica e la necessità di accelerare le riforme, in particolare nella lotta alla corruzione. Il testo richiama inoltre Belgrado a progredire verso una normalizzazione globale delle relazioni con il Kosovo e ad allinearsi pienamente alla politica estera e di sicurezza dell’Unione europea.
La relazione dedicata all’Ucraina riconosce gli sforzi compiuti dal Paese nel proseguire le riforme nonostante l’aggressione russa, sottolineando i progressi registrati nell’attuazione delle condizioni richieste per l’adesione. Il Parlamento ribadisce il proprio sostegno al percorso europeo di Kiev, che ha ricevuto un ulteriore impulso con la recente apertura del cluster dedicato alle relazioni esterne.
Anche la Moldavia viene indicata come un Paese che ha mantenuto un ritmo sostenuto nelle riforme necessarie all’avvicinamento all’Unione. Gli eurodeputati evidenziano i risultati raggiunti nel rafforzamento delle istituzioni e della resilienza democratica, pur richiamando la necessità di proseguire nell’attuazione delle riforme e nel contrasto alle interferenze esterne.
Le relazioni che saranno votate dal Parlamento europeo non producono effetti giuridici diretti sull’andamento dei negoziati, ma rappresentano un importante orientamento politico sull’evoluzione del processo di allargamento e sulle priorità che ciascun Paese candidato dovrà affrontare nei prossimi mesi.

