Ungheria, la Commissione propone di sbloccare 4,2 miliardi di fondi UE

Bruxelles riconosce i progressi sullo Stato di diritto e chiede al Consiglio di revocare le misure adottate nel 2022. Verso il pieno ritorno delle università ungheresi in Erasmus+ e Horizon Europe

La Commissione europea ha proposto al Consiglio di revocare le misure adottate nei confronti dell’Ungheria nell’ambito del meccanismo di condizionalità sullo Stato di diritto. Se la proposta sarà approvata, Budapest potrà recuperare 4,2 miliardi di euro di fondi della politica di coesione e sarà ripristinato il pieno accesso delle istituzioni interessate ai programmi Erasmus+ e Horizon Europe.

La decisione segna un cambiamento significativo nei rapporti tra Bruxelles e Budapest dopo anni di confronto sull’indipendenza delle istituzioni, la lotta alla corruzione e la tutela degli interessi finanziari dell’Unione.

I fondi erano stati congelati nel 2022, quando il Consiglio aveva adottato misure di protezione del bilancio europeo in seguito alle preoccupazioni sollevate dalla Commissione sulla situazione dello Stato di diritto in Ungheria. Il meccanismo di condizionalità consente infatti all’UE di sospendere finanziamenti quando violazioni dei principi dello Stato di diritto incidono, o rischiano seriamente di incidere, sulla corretta gestione del bilancio dell’Unione.

Alla base della nuova valutazione positiva vi sono le misure adottate dal governo ungherese per rispondere alle criticità individuate negli anni precedenti. Secondo la Commissione, sono stati compiuti progressi in particolare nel settore degli appalti pubblici, nel quadro anticorruzione, nella prevenzione dei conflitti di interesse e nell’efficacia dell’azione della magistratura requirente.

Lo sblocco, tuttavia, non è ancora effettivo. La Commissione ha trasmesso al Consiglio una proposta formale di decisione di esecuzione, sulla quale gli Stati membri sono chiamati a pronunciarsi. Fino all’adozione della decisione da parte del Consiglio, le misure attualmente in vigore restano applicabili.

La questione riguarda direttamente anche università, studenti e ricercatori. La revoca delle misure consentirebbe infatti di ripristinare la possibilità di assumere nuovi impegni finanziari nell’ambito di Erasmus+ e Horizon Europe con le istituzioni ungheresi che erano state interessate dalle restrizioni.

La proposta si inserisce in un processo più ampio di progressivo sblocco dei finanziamenti europei destinati all’Ungheria. Nel maggio scorso la Commissione aveva indicato complessivamente in 16,4 miliardi di euro i fondi di coesione e del dispositivo per la ripresa e la resilienza che avrebbero potuto essere resi nuovamente disponibili in relazione all’attuazione delle riforme richieste.

Il passaggio del 23 settembre non chiude quindi automaticamente tutte le questioni aperte tra Budapest e Bruxelles sullo Stato di diritto. Riguarda specificamente le violazioni considerate rilevanti ai fini della protezione del bilancio europeo e le misure adottate nel 2022 nell’ambito del regolamento sulla condizionalità. È tuttavia uno dei segnali più rilevanti del nuovo corso nei rapporti tra l’Ungheria e le istituzioni europee.