La Commissione UE contro Meta: Facebook e Instagram «creano dipendenza»

Secondo le conclusioni preliminari della Commissione europea, il design di Facebook e Instagram non tutelerebbe adeguatamente gli utenti. Se l'accusa sarà confermata, Meta rischia una multa fino al 6% del fatturato annuo mondiale, pari a oltre 10 miliardi di euro.

La Commissione europea ritiene che Meta debba apportare modifiche significative al design di Facebook e Instagram dopo aver concluso, in via preliminare, che alcune caratteristiche delle due piattaforme potrebbero violare il Digital Services Act (DSA). L’indagine, avviata formalmente il 16 maggio 2024, rappresenta uno dei procedimenti più rilevanti aperti dall’Unione europea nei confronti di una grande piattaforma digitale e, se le conclusioni saranno confermate, potrebbe sfociare in una sanzione fino al 6% del fatturato annuo mondiale della società. Considerando i ricavi registrati da Meta nel 2025, l’ammenda potrebbe superare i 10 miliardi di euro.

L’indagine si è concentrata su alcune delle principali funzionalità delle piattaforme, tra cui lo scorrimento infinito dei contenuti (infinite scroll), la riproduzione automatica dei video, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati. Secondo la Commissione, tali meccanismi spingerebbero gli utenti a continuare a navigare quasi in “modalità pilota automatico”, favorendo lo sviluppo di abitudini malsane e di un uso compulsivo dei servizi, con possibili ripercussioni sul benessere fisico e mentale degli utenti, in particolare dei minori e degli adulti vulnerabili.

Bruxelles ritiene inoltre che Meta non abbia effettuato un’adeguata valutazione dei rischi sistemici derivanti da questo modello di progettazione, come richiesto dal DSA. Tra gli elementi contestati figura anche il mancato utilizzo delle informazioni disponibili sul tempo trascorso dagli adolescenti sulle piattaforme, soprattutto nelle ore notturne, nonché l’effetto che la progettazione di funzionalità come Reels e Stories può avere nel favorire un utilizzo eccessivo.

Secondo la valutazione preliminare, risultano insufficienti anche gli strumenti di mitigazione introdotti dalla società. La Commissione osserva che le funzioni di gestione del tempo, comprese quelle attivate automaticamente per gli adolescenti, possono essere facilmente disattivate e non incentivano un’effettiva riduzione del tempo trascorso sulle piattaforme. Anche i controlli parentali vengono considerati di efficacia limitata, poiché richiedono competenze tecniche e un coinvolgimento costante da parte dei genitori. Analoghe criticità vengono rilevate per gli avvisi e i collegamenti alle risorse dedicate alla salute mentale presenti nel “Centro sicurezza”, ritenuti non sufficienti a ridurre i rischi individuati.

«La tutela della salute fisica e mentale dei cittadini europei deve essere una priorità per le piattaforme digitali», ha dichiarato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen. «Il Digital Services Act fornisce un quadro normativo chiaro che attribuisce alle piattaforme la responsabilità del design dei propri servizi e delle conseguenze che essi possono produrre».

“Le grandi aziende tecnologiche non faranno soldi a spese del benessere dei nostri figli” (Thomas Regnierportavoce della Commissione europea per la Sovranità tecnologica)

Alla luce delle conclusioni preliminari, la Commissione ritiene che Meta debba introdurre modifiche progettuali a Facebook e Instagram. Tra le possibili misure prospettate figurano la disattivazione per impostazione predefinita delle funzionalità ritenute maggiormente in grado di favorire la dipendenza, come la riproduzione automatica e lo scorrimento infinito, l’introduzione di pause efficaci nell’utilizzo delle applicazioni e sistemi di raccomandazione progettati per ridurre il coinvolgimento continuo degli utenti.

Le conclusioni diffuse non rappresentano tuttavia una decisione definitiva. Meta potrà esercitare il proprio diritto di difesa, esaminando il fascicolo istruttorio e presentando osservazioni scritte. Parallelamente sarà consultato anche il Comitato europeo per i servizi digitali, organo consultivo previsto dal DSA.

Qualora la Commissione confermasse definitivamente la violazione, potrebbe adottare una decisione di non conformità imponendo a Meta le necessarie misure correttive e una sanzione amministrativa fino al 6% del fatturato annuo mondiale della società.

Meta ha contestato le valutazioni preliminari dell’esecutivo europeo. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato che la società «non concorda con questi risultati preliminari», sostenendo che l’indagine non tenga adeguatamente conto delle misure introdotte negli ultimi mesi per la tutela degli adolescenti. Tra queste figurano gli “Account per adolescenti”, che prevedono impostazioni di sicurezza automatiche, maggiori strumenti di controllo per i genitori, la possibilità di limitare l’accesso notturno alle applicazioni e funzioni per contenere il tempo di utilizzo.

Le conclusioni della Commissione si basano su un’approfondita attività istruttoria che ha incluso l’analisi delle valutazioni dei rischi predisposte da Meta, dei dati e della documentazione interna dell’azienda, delle risposte fornite alle richieste di informazioni formulate dall’esecutivo europeo, oltre a una revisione della letteratura scientifica disponibile e a consultazioni con esperti, in particolare nel campo delle dipendenze comportamentali.

L’iniziativa europea si inserisce in un contesto di crescente attenzione internazionale verso il rapporto tra progettazione delle piattaforme digitali e tutela della salute mentale dei minori. Negli Stati Uniti, nel 2026, due decisioni giudiziarie hanno riconosciuto responsabilità a Meta in procedimenti riguardanti il presunto carattere addictive del design delle piattaforme. Tali vicende, pur fondate su un diverso quadro normativo, confermano la crescente attenzione delle autorità e dei tribunali verso gli effetti dei meccanismi di progettazione dei social network.