Migrazioni irregolari verso l’UE in forte calo nel 2026, ma oltre 1.200 morti nel Mediterraneo

Frontex segnala una diminuzione del 40 per cento degli attraversamenti irregolari nei primi quattro mesi dell’anno. Cala drasticamente la rotta dell’Africa occidentale, mentre cresce il Mediterraneo occidentale trainato dalle partenze dall’Algeria. Restano alte le preoccupazioni per il costo umano delle traversate e per l’instabilità in Medio Oriente.

Nel primo quadrimestre del 2026 gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione europea hanno registrato un netto calo rispetto all’anno precedente, ma il bilancio umanitario continua a rimanere pesantissimo. Secondo i dati preliminari diffusi il 15 maggio da Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, tra gennaio e aprile sono stati rilevati poco più di 28.500 attraversamenti irregolari, con una diminuzione del 40 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Alla base della flessione vi sarebbe una combinazione di fattori: il rafforzamento della cooperazione con i Paesi partner, le misure preventive adottate negli Stati di partenza e le condizioni meteorologiche particolarmente difficili registrate nei primi mesi dell’anno.

Le rotte del Mediterraneo centrale e del Mediterraneo orientale restano le più attive, rappresentando entrambe circa un terzo degli ingressi irregolari verso l’UE. Il Mediterraneo centrale si conferma il principale corridoio migratorio, con circa 8.500 attraversamenti registrati nei primi quattro mesi del 2026, anche se in diminuzione del 46 per cento rispetto all’anno precedente. La Libia continua a rappresentare il principale punto di partenza per questa rotta, mentre le principali nazionalità rilevate sono quelle bangladese, somala e sudanese. Secondo Frontex, oltre alle dinamiche interne ai Paesi di origine e transito, anche le misure preventive adottate dalle autorità libiche hanno inciso sull’andamento dei flussi.

Anche il Mediterraneo orientale mostra una contrazione significativa, con circa 8.400 attraversamenti irregolari e una riduzione del 32 per cento su base annua. Nonostante il calo complessivo, Frontex segnala che il corridoio marittimo tra la Libia e Creta continua a mantenere un livello elevato di attività.

Numero di attraversamenti irregolari da gennaio ad aprile 2026. Fonte: Frontex

L’unica grande rotta in controtendenza è quella del Mediterraneo occidentale. Qui Frontex ha registrato circa 5.200 attraversamenti, con un aumento del 50 per cento rispetto ai primi quattro mesi del 2025. L’Algeria rimane il principale Paese di partenza. Secondo l’Agenzia europea, l’inasprimento dei controlli in Marocco e lungo le rotte dell’Africa occidentale e del Mediterraneo centrale avrebbe contribuito a spostare parte delle attività dei trafficanti verso le coste algerine.

Il calo più marcato riguarda invece la rotta dell’Africa occidentale, dove sono stati registrati circa 2.300 attraversamenti, pari a una diminuzione del 78 per cento. Frontex attribuisce il dato soprattutto alle misure preventive adottate dalla Mauritania sin dalla primavera del 2025 e successivamente da Senegal e Gambia, in cooperazione con la Spagna e l’Unione europea. L’Agenzia sottolinea tuttavia che le reti di traffico rimangono estremamente flessibili e capaci di modificare rapidamente rotte e modalità operative.

La rotta dei Balcani occidentali ha fatto segnare circa 2.800 attraversamenti irregolari, in diminuzione del 19 per cento rispetto all’anno precedente. Il confine tra Croazia e Bosnia-Erzegovina continua a rappresentare il principale punto di uscita dalla regione. Frontex ritiene inoltre che, con il miglioramento delle condizioni meteorologiche e l’aumento della mobilità migratoria stagionale, questa direttrice possa tornare sotto pressione nei prossimi mesi, soprattutto per effetto dei movimenti secondari collegati alla rotta del Mediterraneo orientale.

Sulla frontiera terrestre orientale, Frontex ha registrato circa 1.100 attraversamenti irregolari, in calo del 49 per cento. L’Agenzia segnala però che la pressione migratoria proveniente dalla Bielorussia è tornata a crescere sensibilmente nel mese di marzo, favorita dal miglioramento del clima e da recenti modifiche legislative che hanno facilitato l’accesso alla zona di confine. Sul versante del confine tra Ucraina e UE, la maggior parte dei casi rilevati riguardava uomini ucraini intenzionati a sottrarsi alla coscrizione militare.

Anche i tentativi di attraversamento della Manica verso il Regno Unito hanno registrato una forte diminuzione. Frontex riferisce che le persone intercettate o riuscite a raggiungere le coste britanniche sono state circa 9.900, quasi la metà rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nonostante la diminuzione complessiva degli ingressi irregolari, il costo umano continua a essere drammaticamente elevato. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, oltre 1.200 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo dall’inizio del 2026. Frontex denuncia che le reti criminali continuano a organizzare traversate estremamente pericolose, utilizzando imbarcazioni sovraffollate e inadatte alla navigazione indipendentemente dalle condizioni del mare.

L’Agenzia europea richiama inoltre l’attenzione sull’instabilità geopolitica del Medio Oriente. Il conflitto in corso nella regione ha provocato nuovi spostamenti di popolazione, mentre la situazione in Libano viene considerata particolarmente delicata per il rischio di nuove partenze marittime verso Cipro e altre destinazioni mediterranee. Frontex afferma di continuare a monitorare con attenzione l’evoluzione del quadro regionale.

Attualmente oltre 3.800 agenti di Frontex sono dispiegati lungo le frontiere esterne dell’Unione europea a supporto delle autorità nazionali nelle operazioni di controllo delle frontiere e di soccorso in mare.

Le principali rotte migratorie. Fonte: Frontex

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