L’UE pronta a tagliare fino a 1,5 miliardi di euro di finanziamenti alla Serbia per timori relativi alla democrazia

Il commissario Kos afferma: «Siamo sempre più preoccupati per quanto sta accadendo in Serbia», paese candidato all'adesione all'UE.

L’Unione Europea sta valutando la sospensione di finanziamenti per un ammontare che potrebbe raggiungere i 1,5-1,6 miliardi di euro destinati alla Serbia. La commissaria europea per l’Allargamento, Marta Kos, ha espresso seria preoccupazione per la situazione democratica nel paese, in particolare a causa di nuove riforme giudiziarie adottate da Belgrado che “minano la fiducia” nell’impegno della Serbia verso lo stato di diritto e gli standard UE.

Ecco i punti chiave della situazione emersi nei primi mesi del 2026:

Il contesto del taglio: i fondi a rischio fanno parte di un pacchetto di prestiti e sovvenzioni da 1,6 miliardi di euro previsto dal Piano di crescita per i Balcani occidentali, il quale è strettamente condizionato all’attuazione di riforme democratiche e strutturali.

Le ragioni dello stop: le nuove leggi sulla giustizia, entrate in vigore a fine gennaio 2026, sono criticate per limitare il mandato dei procuratori capo e aumentare il potere dei presidenti dei tribunali sui giudici, minando l’indipendenza della magistratura.

Dichiarazioni della Commissaria Kos: la commissaria Marta Kos ha sottolineato che è “sempre più difficile” per Bruxelles sostenere la causa della Serbia nel processo di adesione, parlando di un “chiaro passo indietro” riguardo all’indipendenza giudiziaria.

Stato dei pagamenti: nel gennaio 2026, la Commissione ha ritardato i pagamenti, erogando solo una parte del prefinanziamento e condizionando il resto alla revisione delle norme criticate da parte della Serbia. La Commissione si attende che il governo serbo sospenda l’attuazione di tali leggi.

Oltre alle preoccupazioni sulla giustizia, l’UE ha espresso inaccettabilità per le violenze e le irregolarità segnalate durante le recenti elezioni